sabato 21 aprile 2018

Un accordo di collaborazione tra Alberghi Diffusi e Guizhou






Il 20 aprile a Montebelluna, la  Governatrice della Provincia di Guizhou, Shen Yiquin e il Sindaco di Liupanshiu, Li Gang e Ma Lei direttore ufficio investimento e promozione di Guizhou hanno incontrato le Aziende dell’area monetebellunese, l’associazione nazionale alberghi diffusi, il network Chinese Friendly Italy e alcune organizzazioni termali per firmare un documento comune per lo sviluppo di intescambi commerciali.

Shen Yiquin, Governatrice della Provincia di Guizhou, nel suo intervento ha presentato Guizhou, regione cinese caratterizzata dalle montagne “il 92% della superficie della nostra regione è composto da montagne, colline, formazioni carsiche con tanti fiumi, cascate, laghi, centri termali. Questa particolare conformazione ha diviso la regione in ben 18 gruppi etnici, ognuno con le loro specificità e i loro prodotti tipici. Abbiamo piantagioni di tè famose in tutta la Cina e una crescita economica legata al turismo . Ma la forza della nostra regione è l’essere un vero e proprio “Parco Turistico”, ci chiamano la “Provincia Parco” e stiamo investendo moltissimo nel turismo montano che è in continua crescita e contribuisce per l’11% al PIL della nostra regione. Organizziamo vertici internazionali sul turismo montano e abbiamo fondato l’“International Mountains Tourism” per cooperare a livello internazionale allo sviluppo della cultura e del business legato al turismo montano.

Dopo la sigla dell'accordo di collaborazione, è stata espressa dall'Associazione Alberghi Diffusi una particolare soddisfazione per questo primo riconoscimento formale da parte di una Istituzione cinese al modello degli alberghi diffusi e al suo valore in termini di sviluppo turistico sostenibile, e anche per il ruolo del network "Chinese Friendly Italy"

mercoledì 18 aprile 2018

Ritratto di Qianlong restaurato ed esposto per la 1a volta


Un grande ritratto dell’imperatore Qianlong restaurato da poco è in mostra per la prima volta, a Parigi.
Autore è il padre gesuita Jean-Denis Attiret, e la data di realizzazione dovrebbe essere attorno al 1750. 
Vedendolo da lontano ho pensato fosse un olio di Giuseppe Castiglione, ma non è così. 
Jean-Denis Attiret (1702 - 1768), è certo un pittore che andrebbe valorizzato, ha vissuto una trentina di anni nella corte di Qianlong e, sotto l’influsso di Castiglione, e delle indicazione di Qianlong, ha cercato di coniugare arte occidentale e cultura cinese. 
In una delle sue lettere scrisse: “Mes yeux et mon goût depuis que je suis à la Chine sont devenus un peu chinois”. Una frase che ne ricorda un'altra, celebre, sullo stesso tenore, di Matteo Ricci.
Del gesuita francese restano poche opere, e anche per questo la messa in mostra del ritratto dell’imperatore cinese, avrebbe potuto stimolare un pò di attenzione in più.
C'è anche in questo caso un pregiudizio nei confronti dei missionari del passato, anche se "geni"?
L’opera che merita un viaggio a Parigi, è esposta al secondo piano del museo Guimet. 
Giancarlo Dall’Ara


giovedì 12 aprile 2018

Pubblicato il nuovo Libro Bianco sul turismo cinese






Pubblicata la versione cartacea del Libro Bianco sul turismo cinese, aggiornamento 2017!
Il libro è uscito lo scorso anno come ebook, e ora è disponibile anche in versione cartacea.
Grazie ai coautori Zhang Hongbo, Mariangela Fortezza e Flavia Bassallucci, all’editore Pio Grollo e anche al Ciset per il Focus Veneto.

Qui di seguito tutte le mie pubblicazioni sul turismo cinese:

Marketing Cina, edizione Buy Veneto 2004
Come accogliere i turisti cinesi in Sardegna, 2010
Come accogliere i turisti cinesi, FrancoAngeli editore, 2012
Il mercato turistico cinese, marketing, casi e buone prassi, Franco Angeli Editore, 2013

Libro Bianco sul turismo cinese in Italia, 2014
Libro Bianco sul turismo cinese in Italia aggiornamento 2017

Introduzione al mercato turistico cinese,
di questo ebook gratuito ho pubblicato 3 diverse edizioni: 2015, 2017, 2018
le trovate in questo Blog.

Ecco dove ordinare il Manuale "Come accogliere i turisti cinesi" http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?CodiceLibro=1365.4.6
Ecco il link per leggerne qualche pagina
Ed ecco eventualmente la versione e-book

Qui invece trovate “Il mercato turistico cinese, marketing, casi e buone prassi”

mercoledì 28 marzo 2018

Italy welcomes new Chinese Tourists



What is the portrait of the typical Chinese tourist that goes to Italy and how have they changed through the years? We asked Giancarlo Dall'Ara, president of Chinese Friendly Italy. Their website is a major source of important information and their work aims to help hotels and tour operators in Italy to be more attractive to Chinese travelers. 

Chinese tourists have a new profile: well-traveled, young and social, looking for an environmentally friendly and culturally rich holiday.  
articolo qui:

domenica 18 marzo 2018

Tianjin, l'Italia in Cina


“Dal 1901 al 1943 l’Italia amministrò un appezzamento di terreno lungo un chilometro e largo cinquecento metri lungo il fiume Hai alla periferia della città cinese di Tianjin o Tientsin come veniva chiamata all’epoca questo centro sul mare che si trova a 120 chilometri da Pechino. Era il frutto dell’impegno italiano nella spedizione internazionale che fece seguito alla rivolta dei Boxer nella primavera del 1900. L’Italia contribuì con 83 ufficiali, 1882 fra sottufficiali e truppa e 178 quadrupedi e in cambio – a cose fatte – ebbe il suo piccolo posto al sole, relativo, di Cina.
La concessione italiana non era l’unica in città: ogni potenza europea aveva avuto il suo pezzetto di terra in quella che era zona franca dal 1866. C’erano così concessioni belghe, francesi, quella britanniche, tedesche, russe e perfino una giapponese. Mentre quella austro-ungarica dopo la prima guerra mondiale passò in mano all’Italia, cui era toccato il pezzetto più piccolo e disgraziato. Il terreno in riva all’Hai destinato al nostro Paese era di pessima qualità: in gran parte costituito da acquitrini e paludi. Agli ingegneri italiani toccò bonificarlo prima di costruire il moderno quartiere di una città, una città italiana in tutto e per tutto. Architettonicamente la concessione aveva un aspetto così signorile che i cinesi lo battezzarono «la concessione aristocratica». Aveva un Municipio (oggi perduto), un consolato adornato di fasci littori, una caserma (ancora usata dai militari cinesi) dedicata al sottotenente di vascello Ermanno Carlotto, la cui morte durante la spedizione internazionale ci garantì il diritto ad avere una riparazione. E poi una chiesa, uno sferisterio voluto dall’allora ministro degli Esteri Galeazzo Ciano, scuole e l’ospedale del Sacro Cuore; oltre a un reticolo di vie che, come in qualsiasi cittadina italiana, gravitavano su corso Vittorio Emanuele e piazza Regina Margherita. Intorno qualche isolato chiuso tra via Trento, via Trieste e via Fiume punteggiato di 133 eleganti villette con torretta e giardino, dove risiedeva la sparuta popolazione italiana. La colonia infatti non fu mai in cima ai pensieri dei governi di Roma, e al massimo arrivò a contare 600 abitanti italiani su un totale di poco più di 5mila. La sua storia ufficialmente finì il 10 febbraio 1947 con il trattato di Parigi, quando riconsegnammo ai nazionalisti di Chiang Kai-shek il nostro pezzetto di Cina che già dopo l’Armistizio del 1943 era de facto occupata dai militari giapponesi.”
Tratto da Qui Touring