martedì 20 febbraio 2018

Tutti a parlare di We Chat. E Weibo?



Non credo ci sia bisogno di ripetere anche qui quanto sia importante WeChat in Cina e quanto profondamente abbia cambiato lo stile di vita di molte centinaia di milioni di cinesi.

Non sarà un caso se in molti parlano di “impero” riferendosi al mondo Tencent/WeChat in Cina, o se il Victoria & Albert Museum di Londra ha acquistato e messo in mostra una versione di We Chat in una collezione permanente.
Quello che vorrei dire però è che Weibo non sta affatto scomparendo.
Un dato è certo: a 9 anni dalla sua nascita Sina Weibo è ancora il social preferito dagli opinion leader, in particolare da quelli percepiti come “vicini” dai followers: gli opinion leader "molecolari".
Ma è anche molto utilizzato dalle organizzazioni governative, dai media tradizionali e anche dalle NGO (Non Governmental Organizations).
Naturalmente i KOL (Key Opinion Leader) stanno su weibo perché grazie a questo social riescono a interagire e gestire i rapporti con i followers, meglio che su we chat, e proprio grazie a questo guadagnano cifre importanti come testimonial e “ambasciatori” di marchi.
Considerato dagli occidentali l’equivalente di twitter, Weibo è in realtà molto di più: è più flessibile e più ricco di possibilità.
I numeri dicono molto del fenomeno weibo: 376 milioni di consumatori attivi su base mensile (twitter ne conta 330).

A questi dati va aggiunto che Weibo è la piattaforma più importante in Cina per i contenuti video.
Il mio consiglio? State su We Chat per le conversazioni private, o quelle ristrette ad una cerchia limitata, e se avete un grosso budget e uno staff dedicato investite negli account ufficiali; ma state anche su Weibo se volete comunicare ad un pubblico più ampio, e potrete farlo anche se avete un budget più ridotto.
Giancarlo Dall'Ara

lunedì 12 febbraio 2018

Non solo Millennials. Alibaba lancia una versione "elderly friendly"



La maggior parte dell’attenzione dei media e degli operatori è rivolta alla conquista del mercato dei millennials, ma tende a dimenticare che delle 7 tasche dalle quali i millennials possono attingere, 4 sono quelle dei nonni.
Ho già scritto di questo segnalando che la terza età in Cina è un mercato strepitoso, in crescita enorme.
Attualmente ci sono 222 milioni di persone di età superiore ai 60 anni in Cina e, entro il 2020, si prevede che questo numero raggiunga 255 milioni - quasi il 20% della popolazione del paese.
Tra chi è perfettamente consapevole di questo c’è Alibaba che ha appena lanciato una versione “elderly friendly” della sua App, che è più intuitiva e offre un collegamento diretto con l’account del figlio, anche via vocale, per consigli ed altro.
Attualmente tra gli utilizzatori di Tmall e Taobao vi sono circa 30 milioni di persone che hanno oltre 50 anni.

sabato 10 febbraio 2018

Pan Yuliang, la pittrice di Shanghai



Ho letto da poco lo splendido libro di Jennifer Cody Epstein su Pan Yuliang (1895-1977): "La pittrice di Shanghai”, Rizzoli 2008.
Frutto di una ricerca durata molti anni, il libro permette di rivivere alcune delle vicende che hanno visto come protagonista Pan Yuliang, da quando uno zio la vendette ad un bordello, dal quale la liberò il futuro marito Pan Zanhua, alla sua esperienza di pittrice in Cina e in Europa, a Parigi soprattutto.
Pan Yuliang ha vissuto anche a Roma, ma il libro di quegli anni fa un solo rapido cenno. Sarebbe interessante, e mi piacerebbe molto saperne di più!
L’autrice ricostruisce anche le polemiche e le controversie che seguirono il suo lavoro in Cina, e che la spinsero a tornare definitivamente in Francia, dove morì nel 1977.

Molte delle sue opere, acquistate dopo la sua morte, sono oggi esposte a Pechino nel National Art Museum.

domenica 4 febbraio 2018

mercoledì 31 gennaio 2018

Anno Europa Cina, l'Italia è partita male, ma può recuperare



La cronaca dell'inaugurazione dell'anno Europa Cina conferma purtroppo che il turismo è senza regia.
Certo non mancano i documenti strategici, i convegni, le dichiarazioni, le missioni all'estero (ecco non mancano soprattutto le missioni "istituzionali" in Cina, che sono tradizionalmente numerose), ma il più delle volte si tratta di episodi, iniziative senza una visione, né continuità.
A mio parere il vero errore è stato non aver puntato a organizzare un anno "Italia Cina", ma avere deciso di farlo assieme ai nostri concorrenti! 
E sarebbe certo stato possibile, visto che il 2018 è anche l'anno Cina-Canada e Cina-Turchia.
Perché l'Italia non ha organizzato un anno del turismo "Italia-Cina"? Secondo me perché nei confronti del mercato cinese ci sono vecchi pregiudizi (e se seguite questo mercato da vicino, lo sapete bene anche voi), aggiunti ad un modesto livello di conoscenza, e un alto grado di improvvisazione, che purtroppo - al di là delle dichiarazioni e delle buone intenzioni - caratterizzano gran parte delle nostre Istituzioni. 

Ma se impareremo a fare rete, e se affronteremo il primo mercato turistico del mondo con una consapevolezza maggiore e un po' di innovazione, i risultati non mancheranno.


Sull'importanza del mercato cinese per Europa e Italia, vi anticipo i dati di Chinese Friendly Italy che trovate nell'articolo di Alessandra Spalletta (AgiChina). "Secondo Ctrip, che lo scorso anno ha visto un incremento del 26,3% delle prenotazioni in Europa, il Vecchio Continente come destinazione vale il 9,3% dei viaggi dei cinesi all’estero. Sono 12,4 milioni gli arrivi dei turisti cinesi in Europa secondo European Travel Commission. Le previsioni sono di raggiungere i 20 milioni di arrivi nel 2022”.


Turismo senza regia, rassegna stampa:


Cosa è successo al vertice Europa Cina, articolo di Alessandra Spalletta 

https://www.agi.it/economia/flop_summit_europa_cina-3401336/news/2018-01-23/

Ecco la cronaca di una figuraccia italica con la Cina

http://formiche.net/2018/01/20/cina-europa-turismo-italia-incidente-diplomatico/

Cina, vertice con sgarbo a Venezia Tutti i ministri italiani disertano https://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/cina_incidente_diplomatico_venezia_nessun_ministro_italiano_sgarbo-3496066.html


Sgarbo alla Cina: governo e Commissione europea snobbano la firma dei patti sul turismo sostenibile. 
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/e-adesso-governo-snobba-500-milioni-turisti-cina-1485316.html


“A Venezia assenti autorità italiane degne di questo nome, inutile il protocollo firmato, un Piano Strategico nato già vecchio, mal scritto e poco coerente con le esigenze del nostro tessuto produttivo”. Commento di Sefano Monti alla figuraccia italiana per l’inaugurazione dell’anno del turismo cinese in Europa
http://www.artslife.com/2018/01/26/lassenza-litalia-del-turismo-in-sintesi/

Dorina Bianchi e la figuraccia con la Cina
http://espresso.repubblica.it/internazionale/2018/01/29/news/dorina-bianchi-e-la-figuraccia-con-la-cina-1.317641

Oppure leggete questo commento (aiuto!): "Non siamo il Tagikistan – spiega il presidente dell’Autorità portuale -, né i paesi caucasici e non abbiamo bisogno della Cina per costruire le nostre infrastrutture: siamo l’Europa, un mercato da 400 milioni di abitanti, con grande potere d’acquisto

https://www.vvox.it/2018/01/21/turismo-massa-speriamo-cinesi-non-scelgano-venezia/

Europa, seconda meta del turismo cinese outbound