sabato 16 marzo 2013

Come non accogliere i turisti cinesi. Casi "imbarazzanti" di non-accoglienza


Da diverso tempo lamento che in Italia ci sono troppi stereotipi e anche troppi pregiudizi nei confronti del turismo cinese; in generale si tratta di una non conoscenza del mercato turistico cinese e delle sue effettive potenzialità. Il problema è piuttosto grave perché sta compromettendo lo sviluppo di un mercato estremamente importante per il nostro turismo, che, ripeto, molti (sbagliando) giudicano irraggiungibile o poco interessante.
Ci sono pregiudizi, dicevo, ma non risultano casi di discriminazione.
Purtroppo in giro per il mondo succede invece di imbattersi anche in casi di discriminazione o comunque in casi di marcata "non accoglienza" verso i viaggiatori dell'"Impero di Mezzo".
Tempo fa avevo segnalato il caso del designer Thierry Gillier, presidente della marca di abbigliamento Zadig and Voltaire, che aveva detto che il suo hotel, ancora in costruzione a Parigi, non sarebbe stato aperto ai cinesi (riporto la notizia in fondo a questo post).
Ora segnalo che alcuni Resort delle Maldive sono stati accusati di non dare acqua calda ai turisti cinesi per evitare che si facciano da soli gli spaghetti istantanei, e non spendano soldi al ristorante! Questa la notizia è stata lanciata da un report di China Economic Net dell’11 marzo, ed è esplosa nei Social Network in Cina. In precedenza era finito sotto accusa il Beach House Iruveli il cui direttore è stato accusato di trattare diversamente e di discriminare i turisti cinesi (toglieva regolarmente i bollitori dalle loro camere, aveva licenziato il cuoco cinese, e in generale aveva un comportamento decisamente "meno cordiale" con i cinesi che con gli altri clienti).
Ma i casi che hanno suscitato polemiche accadono anche in Cina.
Ad Hainan, e più precisamente a Sanya, i ristoranti sono stati accusati di "spennare i clienti".
Tutto è cominciato su Sina Weibo il 28 gennaio quando qualcuno ha scritto che "un amico con la sua famiglia di tre persone aveva mangiato pesce a Sanya. Solo tre i piatti ordinari, ed un conto di 635 euro”. Chi ha postato la notizia ha aggiunto "il ristorante era stato consigliato ai turisti cinesi da un tassista". Nello stesso ristorante inoltre, proprio al tavolo di fianco, un cliente aveva indicato un pesce che si trovava dentro una vasca per conoscerne il prezzo, ma il gesto era stato interpretato come una ordinazione. E così il cliente si è trovato un conto da pagare di 952 euro!
Il 31 gennaio, l'Ente turistico di Sanya ha tenuto una conferenza stampa su questo incidente chiedendo a chi aveva lanciato accuse sul web di farsi avanti e fornire elementi di prova. Ma già l’1 febbraio il segretario del partito si è scusato per il caso del cliente spennato, sostenendo che anche a Sanya ci sono mele marce, e che in futuro in casi simili sarà adottata la linea tolleranza zero.
Ma la polemica intanto era esplosa.



Ed ecco il caso già segnalato:
"Sono molto dispiaciuto, senza dubbio le mie osservazioni sono state senza dubbio inopportune", ha puntualizzato.
"Dice di essere stato frainteso, ma le sue parole, nei giorni scorsi, avevano provocato un piccolo terremoto diplomatico in Cina.
Al magazine Women's Wear Daily, il designer Thierry Gillier, presidente della marca di abbigliamento Zadig and Voltaire, aveva detto che il suo hotel, ancora in costruzione a Parigi, non sarebbe stato aperto ai cinesi.
Ora Thierry è stato costretto a tornare sui suoi passi, dopo che le sue parole avevano scatenato le ire soprattutto sui social network cinesi, e su Weibo, l'equivalente cinese di Twitter, era già partita una massiccia campagna di boicottaggio.
"Sono molto dispiaciuto, senza dubbio le mie osservazioni sono state senza dubbio inopportune", ha puntualizzato lui, spiegando che il suo intento era soltanto quello di sottolineare l'esclusività della nuova struttura, non destinata al turismo di massa.
L'Hotel dovrebbe essere inaugurato nel 2014, in una delle zone più esclusive del centro della capitale francese".
cfr.
http://www.huffingtonpost.it/2012/10/05/niente-cinesi-nel-mio-hot_n_1943151.html



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