lunedì 20 giugno 2016

Visti turistici. Salvaguardia della sicurezza o dell’economia?




Il nuovo volto del sistema informatico per i visti, il Visa Informatic System (VIS) è entrato in vigore dal 12 ottobre 2015 e connette i consolati dei paesi non facenti parte dell’area EU con tutti i valichi di frontiera dei membri della zona Schengen. Il sistema è rivolto per ora a Cina, Corea del Sud, Giappone e Mongolia. Prendendo in considerazione il paese che riempie le tasche delle maggiori strutture turistiche internazionali, la Cina, si analizzeranno le motivazioni che hanno portato all’introduzione del nuovo sistema, le procedure per ottenere i dati biometrici in Cina e i limiti e problemi derivati dalla nuova normativa.
Partendo dalle motivazioni, il sistema è stato pensato per garantire una maggiore sicurezza del viaggiatore, rinforzare i controlli ai confini, controllare il flusso di immigrazione, evitare duplicazioni d' identità, sviluppare un sistema informatico che garantisca una condivisione di informazioni utili per  la gestione delle frontiere esterne e che sia garante di una maggiore sicurezza internazionale. Come funziona? I potenziali e futuri viaggiatori cinesi si presentano ai consolati, ai centri addetti, o alle ambasciate dei paesi di destinazione per registrare i dati biometrici delle dieci dita e scattare una foto digitale; successivamente i dati vengono memorizzati nei database di ambasciate e consolati per un periodo di cinque anni. Quali sono le implicazioni per la Cina? Il sistema dell’hukou limita la possibilità dei viaggiatori di registrare i dati biometrici nei centri più vicini, spingendoli a mettersi in viaggio per raggiungere la capitale o la propria città di provenienza.  L’unico vantaggio di tale sistema è che i dati vengono memorizzati nei database per una durata massima di cinque anni agevolando il cittadino cinese ad intraprendere una sola volta questo viaggio burocratico che lo porterà in seguito a lasciare il paese momentaneamente. Inoltre si precisa che non sono richieste le informazioni biometriche a persone di età inferiore a 12 anni; tuttavia devono sottoporsi a tale riconoscimento anche ufficiali e diplomatici anche in visita ufficiale nei paesi dell'area Schengen. Se per il periodo dell’Expo si erano velocizzate le procedure per l’ottenimento del visto, ora tutti i cinesi che vorranno spostarsi in Italia,  per esempio, dovranno sottoporsi a tale procedimento che richiederà, per la richiesta dei dati biometrici e del visto, almeno 50 giorni prima della partenza.

Come rispondono quindi i paesi? Germania, Francia ed Olanda hanno deciso di implementare e creare nuovi centri in Cina per la registrazione dei dati biometrici e quindi agevoleranno i potenziali viaggiatori nelle procedure per il visto. L’Italia, d’altra parte già ombra degli altri paesi europei ai quali deve l’entrata dei cinesi nel proprio paese, ha risposto anch’essa con l’introduzione di nuove aree e centri nelle zone più remote della Cina e quindi così come per destinazioni quali Francia, Germania ed Olanda, i cinesi non dipenderanno dal proprio hukou. UK, invece, più furba, oltre ad introduzione di nuove aree per la richiesta del visto (simultaneamente per l’area Schengen e UK) ha esteso il  permesso di permanenza ad entrata multipla per i cittadini cinesi (passando da 6 mesi a 2 anni, con intenzione di arrivare a 10 anni ingresso multiplo). Ultimo paese qui analizzato è la Spagna, la quale stila informazioni dettagliate su come procedere per la registrazione del VIS (si veda link sotto) e resta legata alla giurisdizione di appartenenza territoriale dei cittadini cinesi.

Quali sono i limiti per la Cina? Secondo quanto ricercato per le destinazioni preferite dai cinesi, quali Francia, Germania, Italia e UK, non vi sono grossi problemi derivanti dall’ introduzione della nuova legge VIS, anzi i paesi si sono  prodigati nell'agevolare le procedure e non intaccare il prezioso flusso dei turisti cinesi che ogni anno riempie le tasche dei cittadini della zona Schengen.

Concludendo, sicuramente la nuova normativa VIS ha scosso la normale e ormai veloce procedura per l'ottenimento del visto Schengen e ha reso tortuosa la procedura di registrazione e controllo dei dati biometrici, intaccando anche l’economia e le spese tax- free in Europa (secondo i dati di Global Blue ad aprile vi è stata una diminuzione del 11% rispetto al 2015). Tuttavia, grazie a paesi quali Francia, Olanda e Germania, i cinesi saranno più agevolati nell’avere il visto Schengen e potranno oltrepassare l’impasse burocratico dell’Italia ma ritrovarsi ugualmente in un viaggio verso la nostra penisola. D’altra parte però, molte volte i cinesi non arrivano neanche alla registrazione dei dati biometrici poiché decidono semplicemente di disdire viaggi da mesi prenotati dalle agenzie di viaggio. A mio avviso, questa risulta essere solo una mera "pigrizia" degli stessi cittadini nell'effettuare un' ennesima procedura per ottenere il lasciapassare. Per concludere, la nuova normativa VIS risulta quindi essere una buona misura adottata al fine di controllare e monitorare la sicurezza internazionale o un ulteriore ostacolo al flusso dei turisti cinesi e quindi all’economia turistica? Quanto intaccherà il flusso dei turisti cinesi verso le città italiane?

Elaborazione dei dati a cura di: Flavia Vassallucci

3 commenti:

  1. Salve, sono un imprenditore italiano in Cina. In realtà a me risulta che l'Italia abbia aperto un totale di 15 centri visti, esattamente nelle stesse città dove li hanno aperti Francia, Germania, Olanda, Spagna etc. Due settimane fa ho fatto alcune richieste di visto per l'Italia per alcuni clienti cinesi, i quali hanno ottenuto il visto in due giorni e senza problemi..

    RispondiElimina
  2. in genere non pubblico commenti "anonimi". Ma anche se non sono del suo parere, lo pubblico volentieri. Magari la prossima volta si firmi per favore. GD

    RispondiElimina
  3. Risponde Flavia Vassallucci autrice dell'articolo: "Salve, la ringrazio per il suo commento e l'interesse all'argomento. In realta' devo precisare che attualmente non si sta parlando solo dell'emissione dei visti ADS o individuali, normale routine per l'Italia, piuttosto dei problemi riguardanti la registrazione dei dati biometrici richiesti ai cittadini cinesi e non solo per entrare nell'area Schengen. L'Italia, come altri paesi quali Francia, Germania ed Olanda si e' prodigata nel creare nuovi centri per ottenirmento dei visti (attualmente 15), procedimento che di norma richiede non piu' di due giorni lavorativi, ma dal 12 ottobre 2015 i cinesi che vogliono intraprendere un viaggio in uno dei paesi Schegen, devono presentarsi di persona in uno dei centri addetti per la registrazione dei dati biometrici prima di procedere con la richiesta del visto. Pertanto, questo ulteriore passaggio burocratico ha rallentato la richiesta dei visti e rende sempre piu' problematica l'entrata dei cinesi in Italia. La nostra penisola deve a paesi quali Francia in primis l'entrata di cinesi sul nostro territorio, il lento, frammentato impasse burocratico italiano non aveva di certo bisogno di un ulteriore passaggio per aprire le porte alla Cina."

    RispondiElimina