mercoledì 27 dicembre 2017

La nuova geografia del turismo cinese in Europa





Nel turismo, si sa, non esistono posizioni occupate “per sempre”.
L’Europa con una quota del 16% degli arrivi è ancora la destinazione n. 1 del turismo cinese “long-haul”, seguita dagli USA (9%); nelle scelte dei turisti cinesi però si notano dei cambiamenti significativi, che riguardano anche i nostro Paese. In particolare le destinazioni dell’Europa orientale assieme a quelle del nord Europa, guadagnano sia in termini di popolarità, che di flussi turistici. Questi cambiamenti che stanno avvantaggiando paesi come Danimarca, Gran Bretagna, Serbia, Croazia, Ungheria e Russia, sono stati influenzati da diversi fattori:
  1. -       il tema sicurezza, che ha penalizzato mete più tradizionali quali la Francia e il Belgio,
  2. -       la Brexit che ha reso il Regno Unito una destinazione più vantaggiosa dal punto di vista economico,
  3. -       la politica dei visti che in alcuni di questi paesi è più “rilassata”,
  4. -       il bisogno di introdurre nuovi prodotti e nuove destinazioni, che caratterizza da qualche tempo la programmazione di diversi T.O. cinesi.

Nel futuro anche l’Islanda, assieme alla Scandinavia, potrebbe beneficiare di più dello sviluppo del turismo cinese, da tempo affascinato dalle vacanze “avventura”.
E i prossimi mesi ci diranno quanto il nostro Paese saprà approfittare delle opportunità che sembrano emergere da questi trend.
Al momento l’attenzione del nostro Paese è dedicata all’anno del turismo Europa Cina, che sarà inaugurato a Venezia il prossimo mese di gennaio.
Immagino che l’anno del turismo Europa Cina non si ridurrà ad una sommatoria di convegni, ricerche e buone intenzioni, non sia cioè una operazione di facciata ma sia invece, finalmente, l’occasione per realizzare dei progetti.
In casi come questi i rischi non mancano, ne sottolineo qualcuno.
Il 2016, anno del turismo Cina–USA, pare non sia andato benissimo da questo punto di vista. In ogni caso si è trattato di una esperienza che andrebbe considerata attentamente.
L’Italia, poi non affronta questa scadenza da sola, ma lo fa in compagnia con i suoi concorrenti; e non è detto che sia la compagnia ideale.
Il 2018 infine non è solo l’anno del turismo Europa-Cina, ma è anche l’anno del turismo Cina-Canada.
Giancarlo Dall’Ara
p.s. sull'anno Europa Cina leggi anche qui

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